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Firmato l'accordo tra sindacati e Comune di Grado

"Necessario sperimentare nuove forme di aggregazione sociale"

Firmato l\u0027accordo tra sindacati e Comune di Grado

Firmato martedì mattina in municipio a Grado il protocollo d’intesa per l’anno 2018 tra le organizzazioni sindacali dei pensionati di Cgil, Cisl, Uil e il Comune di Grado. Il documento è finalizzato a mantenere un continuo e reciproco rapporto di confronto e scambio di informazioni tra sindacati, rappresentanti della popolazione e amministrazione comunale. A tutela delle conseguenze della crisi che provoca nuove povertà, lavoro precario e insicurezze sociali, nonché del progressivo aumento della popolazione anziana che determina bisogni diversi, è necessario investire risorse per la promozione e la tutela sociale per garantire un sistema di welfare universale, efficace per le persone e le famiglie. A sostegno di ciò il documento, che riguarda le politiche sociali, l’integrazione socio sanitaria, la non autosufficienza, le politiche sull’invecchiamento attivo, le politiche della previdenza, le politiche abitative e abitare solidale e le politiche sanitarie.

“Non essendoci ad oggi un quadro legislativo nazionale o regionale necessario per uno sviluppo organico ed efficiente di interventi nel campo dell’assistenza sociale, carenza che non aiuta certamente a sviluppare la necessaria integrazione tra sanitario, socio sanitario e sociale, la presa in carico, la valutazione pluridimensionale e rafforzato il ruolo dei territori, enti locali e forze sociali, nella definizione degli obiettivi e delle politiche comuni, l’Amministrazione comunale si impegna, per quanto di sua competenza, nel processo di adozione dei regolamenti ISEE dei servizi per tutelare le categorie fragili adottando il metodo della progressione lineare per la compartecipazione” fa sapere l’amministrazione comunale attraverso una nota.

L’obiettivo è di favorire la permanenza delle persone anziane abili o non autosufficienti e delle persone disabili presso il proprio domicilio fornendo i mezzi integrativi per sopperire alla perdita di funzionalità, valorizzando la dimensione distrettuale dei servizi anche con azioni innovative e sperimentali. Considerato che le persone anziane del nostro territorio rappresentano ormai il 27% di cui il 60% vivono da soli, si ritiene utile sperimentare forme nuove di aggregazioni sociale. Per quanto riguarda gli interventi di diretta competenza, l’Amministrazione comunale si impegna ad attuare una politica basata sul contenimento della pressione fiscale e sulla garanzia dei servizi al cittadino, prevedendo tariffe agevolate per i servizi a domanda individuale nonché le agevolazioni già in essere sulle stesse tariffe a favore dei cittadini in difficoltà economiche e destinando al fondo per l’abbattimento degli affitti la quota del 15% del fabbisogno accertato in aggiunta al contributo regionale. È prevista anche la non applicazione dell’addizionale Irpef, dell’Imu prima casa e le assimilazioni per abitazione principale per anziani e ricoverati in strutture, Tari sulle abitazioni non locate degli anziani ricoverati con applicazione solo della quota fissa.

L’Amministrazione comunale si impegna poi a mantenere in sede di bilancio l’attuale spesa sociale e tutti gli impegni presi nei protocolli precedenti. L’indicatore ISEE dovrà essere il riferimento di ogni Ente per determinare il livello di compartecipazione dei cittadini al costo dei servizi ed in tale ottica si concorda di avviare accordi omogenei a livello di UTI. Proseguendo sul percorso positivo intrapreso dai Tavoli territoriali istituiti dalla Regione nell’ambito della riforma delle politiche abitative con la Legge Regionale 1/2016, l’Amministrazione conviene che il finanziamento del fondo affitti resti un punto prioritario per ogni Ente così come dovrà essere perseguita ogni azione per facilitare lo sviluppo dell’affitto a canone concordato anche attraverso il recupero del patrimonio edilizio pubblico e provato esistente. Occorre che gli investimenti in edilizia pubblica favoriscano opportunità abitative. Per quanto riguarda le politiche sanitarie, l’amministrazione comunale rimane parte attiva nei confronti dell’Azienda Sanitaria per confermare il ruolo dei Distretti Sanitari e attraverso la concreta realizzazione ed organizzazione dei centri di Assistenza Primaria – CAP, in modo che tutti i cittadini abbiano un CAP di riferimento e usufruiscano di servizi pubblici efficaci ed accessibili, al fine di ottenere risposte certe ed eque nell’accesso ai servizi e garantendo la presa in carico dell’utente e la risposta ai suoi bisogni. L’Amministrazione comunale ritiene indispensabile, d’accordo con i comitati locali per la salute e le Organizzazione sindacali dei pensionati, anche attraverso il Tavolo sanità recentemente istituito, “monitorare strettamente le  attività del CAP di Grado per assicurare una competente assistenza a tutti i cittadini anche a chi risiede nelle frazioni agricole penalizzate dalla riforma sanitaria regionale”. Inoltre continuerà ad esercitare un ruolo di controllo per la corretta applicazione dei PAL da parte dell’Azienda sanitaria al fine di tutelare il territorio ed i cittadini, in modo che il CAP possa offrire ambulatori medici, punti prelievo e diagnostica strumentale anche a domicilio laddove ve ne fosse necessità, competenze e percorsi multidisciplinari garantendo altresì integrazione tra assistenza sanitaria e assistenza sociale continuativa residenziale e domiciliare nel percorso post-ospedaliero e infine coprire in modo totale 7 giorni su 7 per 12 ore al giorno in modo da dare risposta sia a bisogni di medicina generale che specialistica. La Medicina Generale dovrà garantire quindi l’ampliamento degli orari dei servizi ambulatoriali e dell’organizzazione dell’assistenza domiciliare integrata.

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