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Monfalcone 'testa' la nuova gestione per codici bianchi e verdi

Al via dal 1 agosto il progetto ponte. Barillari: "Ci aiuterà nella gestione delle emergenze"

Monfalcone \u0027testa\u0027 la nuova gestione per codici bianchi e verdi

Non si tratta né di un secondo pronto soccorso né tantomeno di un progetto sperimentale. Ma di un progetto ponte, grazie al quale capire come affrontare meglio le emergenze ospedaliere, in questo caso dei pronto soccorso. Un progetto che partirà il 1 agosto a Monfalcone e L’utente, una volta entrato, raggiungerà l’infermiere di triage che deciderà se farlo attendere per il pronto soccorso o indirizzarlo verso la Rau – Rapid Acces Unit, ovvero unità di accesso veloce - dove i codici bianchi e verdi con piccole emergenze potranno essere curati senza rallentare gli altri utenti, magari colpiti da emergenze più gravi. Il tutto coordinato con il resto dell’ospedale.

Uno dei problemi gestionali dei Pronto Soccorso, uniformemente diffuso in tutta Italia e nel mondo, è l’affollamento delle strutture, dovuto in larga parte alle richieste di prestazioni che potrebbero essere effettuate a livello territoriale. In genere, al triage di ingresso questi pazienti corrispondono ai codici bianchi e ai codici verdi a minor impegno.

L’inappropriatezza degli accessi al Pronto Soccorso ha un duplice impatto negativo: da una parte i costi diretti di tale comportamento, legati all’evento in sé, ed alle problematiche
ad esso correlate, dall’altra la diminuzione della funzionalità globale delServizio, con conseguenze indirette, che si concretizzano in: minortempestività per le visite dei codici di maggiore gravità, rischio di eventi avversi, intasamento dei servizi di laboratorio e di imaging, aumento della conflittualità sociale, burn out degli operatori.
Allo scopo di gestire al meglio questa situazione, si attiverà l’ambulatorio RAU, dedicato ai codici bianchi e verdi che accedono al Pronto Soccorso. Nel corso del 2018 nel Pronto Soccorso di Monfalcone sono stati valutati 38.268 utenti: dei quali 240 codici rossi (0,6%), 5.296 codici gialli (13,8%), 21.197 codici verdi (55,4%) e 11.534 codici bianchi (30,1%). I tempi medidi attesa sono stati: 8,8 minuti per i codici rossi, 30,3 minuti per i codici gialli, 94,7 minuti per i codici verdi e 87,5 minuti per i codici bianchi.

Da un‘analisi sugli accessi al Pronto Soccorso di Monfalcone dal 15 al 22 maggio è emerso chenel periodo indicato erano stati valutati 658 pazienti: 7 codici rossi, 116 codici gialli, 413 codici verdi e 122 codici bianchi. Analizzando i motivi d’accesso dei codici verdi è risultato che 133 di questi (32,2%) avevano patologie che avrebbero potuto essere gestite sul territorio, anziché in Pronto Soccorso. Questi accessi, sommati ai codici bianchi, costituiscono il 38,7% degli accessi totali. È ipotizzabile che, con i percorsi brevi già attivati e con l’attivazione del RAU, si migliori l’appropriatezza dell’accesso al Pronto Soccorso e si riducano i tempi di attesa.

“Molto spesso (i codici verdi e bianchi, ndr) sono persone che hanno un’attività e vengono la mattina dalle 8 alle 14 e, pur avendo un medico di base, saltano il territorio per comodità e accedono direttamente al pronto soccorso” racconta il direttore del centro di emergenza unico di Monfalcone, Alfredo Barillari.” Per mesi abbiamo studiato e visto che l’infermiere quando fa il Triage smistando bene i pazienti possono ridurre drasticamente i tempi di attesa. Stessa cosa per i codici verdi. La Rau ridurrà gli accessi ma sarà una facilitazione specialmente per gli operatori che avranno meno pressione e anche per gli utenti che avranno, così, meno tempi di attesa”.

Evitando, insomma, anche gli spiacevoli scontri tra utenti e infermieri che vedono protagonista l’ansia per un proprio parente o per se stessi e che porta le persone ad assumere atteggiamenti anche violenti. L’ambulatorio si trova in uno spazio contiguo alla sala d’attesa del Pronto Soccorso di Monfalcone, a pochi metri dal triage, e sarà attivo dalle 8 alle 20, sette giorni su sette. Nell’ambulatorio saranno sempre presenti un medico e un infermiere.

Dopo sei mesi dall’attivazione dell’Ambulatorio RAU, si studieranno la casistica e i tempi d’attesa per valutare l’utilità del servizio e la prosecuzione dello stesso.

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