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Nuova colonna laparoscopica al San Polo di Monfalcone: nuova tecnologia operatoria

Investimento già in funzione ma presentato oggi dal vicepresidente Riccardi

Nuova colonna laparoscopica al San Polo di Monfalcone: nuova tecnologia operatoria

Prima in regione, è entrata in funzione in questi giorni al reparto di chirurgia dell'ospedale di Monfalcone la nuova colonna laparoscopica 4k, un dispositivo dalla tecnologia avanzata che consente di eseguire interventi chirurgici con una visuale migliorata di 4 volte rispetto al normale, con una maggior precisione in sala operatoria e un recupero molto più rapido e sicuro per il paziente. La nuova strumentazione, che ha un costo di circa 150mila euro, consente anche l'utilizzo del 'verde indocianina' una sostanza fluorescente, ovviamente non pericolosa, che serve per individuare eventuali problemi di vascolarizzazione e quindi evitare danni intraoperatori.

"Siamo degli apriista e di questo siamo orgogliosi" ha detto il dottor Alessandro Balani, primario del servizio di chirurgia dell'ospedale di San Polo, presentando, alla presenza del vicegovernatore e assessore regionale Riccardo Riccardi, il nuovo strumento di alta tecnologia, un vero investimento per l'azienda sanitaria che prosegue così nel suo percorso di sviluppo e miglioramento dei servizi resi ai pazienti nell'ambito della riforma sanitaria regionale promossa dall'amministrazione regionale. "Stiamo facendo una battaglia difficile, ma vogliamo consentire a tutti gli operatori della sanità di dare servizi adeguati e di poter lavorare nelle migliori condizioni. La battaglia politica è legittima, ma non deve essere fatta con le fake news. Su un tema così importante dovremo riuscire a stare tutti assieme, perchè così si ottengono i risultati e una situazione che possa essere gestita: se vinciamo, vinciamo assieme" ha detto, confermando di voler dare un segnale di rassicurazione.

"Il meccanismo di ospedali hub e spoke funziona se uno regge l'altro. Il nostro obiettivo è difendere le strutture ospedaliere che ci sono e il fatto che investiamo vuol dire che non intendiamo chiudere, ma sostenere e difendere la professionalità esistente". Soddisfatto il direttore generale dell'Aas2, Antonio Poggiana che ha voluto ricordare come le aziende sanitarie si basino su tre colonne l'organizzazione, il personale e la tecnologia. "Se per l'organizzazione ci affidiamo alla capacità dei manager, alcune criticità ci sono per gli altri due aspetti. Abbiamo carenza di specialisti e la tecnologia è in sofferenza perchè gli strumenti sono obsoleti e senza l'ausilio delle attrezzature non possiamo operare con la qualitò che vogliamo. Quindi - ha detto - ben venga questo investimento che consente di offrire servizi ottimali". Anche per il sindaco Anna Cisint, "il diritto alla salute deve avere la qualità che si merita e la riforma in atto è un'opportunità importante: i percorsi sono stati condivisi e basati sull'ascolto e otterranno ottimo risultato. Credo fortemente nel fatto che non si investe dove si crede non ci sia futuro. Quindi per noi questa nuova colonna laparoscopica è un importante risultato". Ha quindi ricordato ancora una volta la necessità di dare risposte "alle emergenze ma anche alle eccellenze del nostro ospedale". A margine della presentazione della nuova strumentazione è stato ricordato anche il nuovo progetto per snellire il carico di lavoro del Pronto soccorso dell’ospedale San Polo. Gli accessi, secondo le ultime stime, sono 5 mila in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

Il 2018 dovrebbe chiudersi, quindi, su un totale di 40 mila accessi contro i 33 mila del 2017. Per tamponare la situazione sta lavorando solo la Regione, che ha aperto una trattativa con i medici di continuità assistenziale (Guardia medica) perché gestiscano i codici bianchi e verdi, contribuendo quindi a sgravare l’attività del Pronto soccorso, ma un dialogo si è aperto anche tra Fincantieri e Azienda per l’assistenza sanitaria, coinvolgendo anche il Comune, per realizzare un servizio ambulatoriale interno allo stabilimento di Panzano aperto ai lavoratori dell’indotto, che spesso si rivolgono al pronto soccorso anche per problemi minimi. La convenzione su cui Azienda sanitaria e Fincantieri, che però dice che esiste per ora solo un'ipotesi di lavoro, si stanno ancora confrontando prevede che l’ambulatorio accolga un servizio di prelievi per tre giorni alla settimana e di Guardia medica per due giorni alla settimana per 4 ore in ciascuna giornata. Inoltre per il San Polo si sta mettendo in campo un'azione più ampia di "svecchiamento" della struttura. Nel giro di un anno e mezzo l'Azienda conta di realizzare il primo stralcio del nuovo assetto della Radiologia, cui è destinato un investimento di 1,4 milioni. Con il primo lotto saranno realizzati gli interventi strutturali necessari per accogliere, nel giro di un anno, la nuova risonanza magnetica e poi la Senologia e l'area endoscopica. Nel frattempo si sta portando a compimento l'approvazione della fattibilità del centro di neuropsichiatria infantile territoriale che sarà realizzato grazie alla sinergia con l'associazione DinAMICI e a gennaio entrerà in vigore al San Polo il protocollo Eras , 'Enhanced Recovery After Surgery', ovvero miglior recupero dopo un intervento chirurgico, nato con l'obiettivo di garantire, dopo l'intervento, un recupero ottimale ed un ritorno precoce e sicuro alle attività quotidiane. Prevede la collaborazione attiva del paziente (e, se possibile, dei suoi familiari) e si basa su alcuni accorgimenti che devono essere presi nella fase precedente ed in quella successiva all'intervento. I suoi elementi fondamentali sono il ridotto impiego di sondini e drenaggi, il pieno controllo del dolore postoperatorio, la precoce ripresa dell’alimentazione orale e della mobilizzazione.

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