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Nuova polemica sulla Sanità, nel mirino i numeri delle automediche

L'associazione degli anestesisti e rianimatori Aaroi Emac contesta i dati forniti dalla Regione

Nuova polemica sulla Sanità, nel mirino i numeri delle automediche

Non c’è pace, è proprio il caso di dirlo per la Sanità regionale. Questa volta, nel mirino, sono finiti i dati forniti dalla Regione sulle automediche in servizio. A parlare di “dati farlocchi” è l’Aaroi Emac, l’associazione degli anestesisti e rianimatori del Fvg.

“Dopo le fumose ricostruzioni sui numeri dei posti letto delle Terapie Intensive, dopo le falsità dette in Terza Commissione dal già Direttore Arcs Tonutti sul funzionamento del sistema emergenza urgenza, adesso è il turno dei numeri delle automediche, che da anni contestiamo come assolutamente inadeguati e insufficienti”, si legge nella nota Aaroi Emac.

“Il comunicato stampa della Regione del 22 giugno riporterebbe addirittura un fantasmagorico, surreale, inesistente aumento delle automediche diurne del 51% rispetto a quanto previsto dal Peu del 2015. Dispiace segnalare all’Assessore che il pallottoliere regionale sia di nuovo malfunzionante perché il Peu Fvg prevede indiscutibilmente sei automediche h 24 (Trieste, Gorizia, Latisana, Udine, Tolmezzo e Pordenone) mentre la fotografia odierna è altrettanto indiscutibilmente la seguente: quattro automediche h 24 (Trieste, Gradisca, Udine e Pordenone) e due mezzi h 12 (Latisana e Opicina)”.

“Quindi, se la matematica non è un’opinione siamo di fronte a una riduzione totale di circa il 20% delle automediche previste dal piano regionale con una chiara evidenza di alcune zone ben tutelate e altre completamente e pericolosamente scoperte, tutta la Carnia per esempio”, prosegue la nota.

“Sarebbe d’uopo a questo punto una smentita da parte dell’Assessore competente e una censura e rimozione immediata di chi gli ha fornito questi numeri falsi. Arcs, azienda che dovrebbe governare il sistema di emergenza urgenza regionale, deve essere rigorosa e trasparente soprattutto in questo momento delicato e decisivo di revisione del sistema in toto. Allarmano moltissimo infine i dati sulle tempistiche di intervento sui codici rossi: secondo il report regionale solamente il 20% dei casi vedrebbe garantito un tempestivo e adeguato soccorso entro 8 minuti. Un dato assolutamente preoccupante e al di sotto di qualsiasi standard minimo di sicurezza e qualità”, conclude la nota Aaroi Emac.

"Riccardi chiarisca subito e senza nascondersi la denuncia dei sindacati dell'emergenza-urgenza sui numeri delle automediche fantasma e sui tempi d'intervento per i codici rossi. Deve finire una volta per tutte questo sistema di sviare, scaricare colpe ed occultare buchi e problemi della sanità regionale, si levi questa nebbia nell'informazione istituzionale piegata a propaganda. Da quando è andato al potere Riccardi, la trasparenza è diventata un optional, paura e bavaglio ai professionisti la norma". Lo afferma il segretario regionale Pd Fvg Cristiano Shaurli.

"L'uso dei direttori di fiducia dell'assessore - sottolinea il segretario dem - per intimidire operatori e sindacati aggiunge elemento di preoccupazione alle già difficili condizioni in cui operano i professionisti della sanità pubblica".

"Continua l'indegno balletto sul numero di automediche in Friuli Venezia Giulia dopo che le rappresentanze degli anestesisti rianimatori hanno smentito le affermazioni dell'assessore regionale alla Salute, Riccardi, secondo cui il numero di automediche sarebbe aumentato del 50%. A detta degli anestesisti, quelli riportati dall'assessore in Consiglio regionale sarebbero numeri falsi, in quanto le automediche sono il 20% in meno di quelle previste dal Piano dell'emergenza". Lo riporta in una nota Walter Zalukar, consigliere regionale del Gruppo Misto.

"In aiuto all'assessore - continua Zaluakr - è sceso in campo il direttore della Sores, la Centrale dell'emergenza di Palmanova, Amato De Monte, con dichiarazioni riportate dalla Rai francamente discutibili: ha detto che 7 anni fa c'erano meno automediche di oggi, in quanto c'è in più quella di Pordenone. E per giustificare l'assenza dell'automedica prevista in Carnia, ha richiamato la solita carenza di personale e l'incremento di operatività dell'elisoccorso notturno. Ma riguardo a quest'ultimo, il direttore della Sores dovrebbe essere a conoscenza che il suo utilizzo è quanto mai limitato, 1-2 soccorsi alla settimana, con tempi che superano abbondantemente la mezz'ora e se c'è brutto tempo, nubi basse, forte vento, non vola, e in montagna non sono eventi eccezionali".

"Inoltre - prosegue il consigliere di Centrodestra - l'attivazione dell'elisoccorso notturno è di norma limitata ai politraumi, quindi incidenti e infortuni. Ma non alle urgenze cardiologiche, respiratorie, neurologiche, ecc., che quindi non hanno copertura medica urgente sull'intera area montana della nostra regione. E neppure l'assenza dell'automedica notturna a Latisana pare rappresenti un problema, infatti De Monte ha informato che a Lignano nel periodo estivo ci sono la guardia medica e il punto di primo intervento, e beninteso la piazzola di atterraggio per l'elicottero".

"Non vorrei che seguendo questo ragionamento si cominciasse a togliere altre automediche notturne in regione, tanto c'è la guardia medica. E infine torniamo sul numero di automediche che secondo il direttore della Sores sarebbero aumentate in quanto è stata attivata a Pordenone, ma forse bisogna ricordare che nel frattempo sono state chiuse quella di Maniago e quella diurna di Sacile, e che quelle di Gorizia e Monfalcone hanno pensato di ridurle a una sola e metterla a Gradisca, che così arriva tardi sia a Gorizia che a Monfalcone", chiosa Zalukar che si chiede quando ci saranno "un po' più di chiarezza e trasparenza". 

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