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Storie di migranti tra sogni infranti e speranze a cui aggrapparsi

Martedì 30 novembre terzo appuntamento de Gli Occhi dell'Africa a Cinemazero con The Last Shelter

Storie di migranti tra sogni infranti e speranze a cui aggrapparsi

Gli Occhi dell’Africa, la rassegna di cinema e culture africane proposta da Cinemazero, Caritas diocesana, L’Altrametà e Centro culturale Casa dello Studente Antonio Zanussi di Pordenone, ritorna a Cinemazero martedì 30 novembre alle 20.45 con The Last Shelter, in collaborazione con Pordenone Docs Fest – Le Voci dell’Inchiesta e Il Dialogo Creativo.

Il film del regista maliano Ousmane Samassekou, presentato in anteprima mondiale al CPH:DOX ha vinto anche il prestigioso premio Dox:Award, raccontando una storia di migranti in viaggio verso l'Algeria (e poi, si spera, in Europa) o di quelli che tornano dopo un tentativo fallito di trovare il loro posto nel paradiso immaginario dell'Occidente.

Nella città maliana di Gao, all’estremità meridionale del Sahara, infatti, si trova la Casa dei migranti: un rifugio per chi è in viaggio verso nord e per chi torna nel Paese d’origine, dopo un tentativo di arrivare in Europa. Qui si confrontano le loro storie, quelle di chi ha seppellito i propri sogni e quelle di chi aspetta ancora di viverli.

Questi uomini e queste donne provenienti da tutta l'Africa subsahariana hanno pochissime possibilità di successo. Molti di loro cadono preda di trafficanti truffaldini o vengono derubati, violentati e uccisi da gruppi armati e banditi, tra cui Al Qaeda, che tengono posti di blocco lungo la strada. Ma anche se riescono a salire su una barca diretta in Europa, nel loro paradiso immaginario incontrano esclusione e discriminazione.

La forza del film sta nel modo in cui Samassekou presenta e ordina le storie dei protagonisti, compresi uomini così traumatizzati da sembrare a malapena presenti, o che sono immersi

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