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Giorno della Memoria, in ricordo dei bimbi morti nei campi di sterminio

Il 26 e il 27 gennaio l'Università di Trieste si tinge di rosso per ricordare le piccole vittime

Giorno della Memoria, in ricordo dei bimbi morti nei campi di sterminio

La data del 27 gennaio ricorda la giornata del 1945 in cui le truppe sovietiche della 60esima Armata arrivarono per prime nella città polacca di Oświęcim (in tedesco Auschwitz), scoprendo l’omonimo campo di concentramento e liberandone i pochi superstiti. Da quel giorno il mondo intero scoprì le atrocità compiute dal nazismo.

A partire dal 2005, grazie a una risoluzione dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, il Giorno della Memoria è diventato una ricorrenza internazionale affinché le generazioni successive a quelle che vissero le atrocità dell'Olocausto tengano viva la fiaccola della memoria e sostengano la causa dei diritti umani.

L'Università di Trieste vuole ricordare in particolare i tanti bambini imprigionati e scomparsi nei campi di concentramento (ad Auschwitz si stima che ne morirono più di 3mila, a Buchenwald 904 erano detenuti nel momento della liberazione) con la commovente poesia che Joyce Lussu dedicò loro “Un paio di scarpette rosse”.


C’è un paio di scarpette rosse
numero ventiquattro
quasi nuove:
sulla suola interna si vede ancora la marca di fabbrica
"Schulze Monaco”.
C’è un paio di scarpette rosse
in cima a un mucchio di scarpette infantili
a Buchenwald
erano di un bambino di tre anni e mezzo
chi sa di che colore erano gli occhi
bruciati nei forni
ma il suo pianto lo possiamo immaginare
si sa come piangono i bambini
anche i suoi piedini li possiamo immaginare
scarpa numero ventiquattro
per l’eternità
perché i piedini dei bambini morti non crescono.
C’è un paio di scarpette rosse
a Buchenwald
quasi nuove
perché i piedini dei bambini morti
non consumano le suole

Ispirandosi a queste parole l’Università di Trieste, in occasione del Giorno della Memoria, tinge di rosso la sua facciata il 26 e 27 gennaio.

1 Commenti
Mag64

Già.. quei bimbi non sono mai cresciuti..lo stesso smarrimento si ha ad Auschwitz di fronte ai giochi, le scarpette, le tutine..e viene in mente la frase scritta da Zofia Nałkowska.. " come può l'uomo preparare ad un altro uomo una sorte così..( terribile)". Il filmato che viene mostrato nel museo e credo la foto provenga proprio da lì, dovrebbe entrarci nella testa. Eppure guardate con quanta fretta si dispiegano le armi anche oggi..adesso, in questo istante.

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