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Alla scoperta delle sette meraviglie del Friuli Occidentale

Il giornalista Piergiorgio Grizzo ha realizzato un documentario per scoprire le bellezze troppo spesso sconosciute

Il Friuli Venezia Giulia è una delle regioni meno conosciute d'Italia. In un’eventuale classifica di notorietà ed esposizione mediatica si piazzerebbe nei bassifondi, forse davanti solo al Molise, che, secondo una facezia ormai diventata parte del linguaggio comune, notoriamente “non esiste”.

Il Friuli Occidentale, quello spicchio di mondo compreso tra i fiumi Livenza e Tagliamento e corrispondente all’ormai ex provincia di Pordenone, è la parte meno nota di questa regione misconosciuta. Talmente poco considerata che perfino gli abitano ne conoscono assai poco.

Meno male che ogni tanto, di solito per puro caso, passa di qua uno straniero, che resta letteralmente a bocca aperta nel vedere certe nascoste meraviglie e, grazie al tam tam del web, le rende attrazioni turistiche internazionali. Di recente è toccato alle Emerald Pools, le pozze smeraldine della Val Tramontina, che il tabloid inglese The Guardian ha inserito nella Top 10 delle Wild Swimming Locations in Italy.

Ma quali sono, quindi, le sette meraviglie del Friuli Occidentale? Se lo chiede Piergiorgio Grizzo in un documentario di prossima uscita, sostenuto da Bcc Pordenonese e Monsile, Comune di Pordenone e Comune di Tramonti di Sopra.

Secondo Grizzo, giornalista specializzato in divulgazione storica, ma anche autore di libri e sceneggiature, sono la Contrada Maggiore, ossia il centro storico di Pordenone con la sua architettura rinascimentale, il Duomo di San Marco e il Museo Civico; le Pozze Smeraldine di Tramonti di Sopra, un sito naturalistico ormai di fama internazionale; il Campanile di Val Montanaia, simbolo delle Dolomiti friulane, teatro di leggendarie imprese alpinistiche; la Scuola del Mosaico di Spilimbergo, il secondo sito più visitato del Friuli Venezia Giulia dopo il castello di Miramare a Trieste, allo stesso tempo scuola e percorso museale; i Magredi, ossia gli aridi suoli tra i greti di Cellina, Meduna e Tagliamento, un bioma quasi unico in Italia e una delle più grandi steppe dell'Europa Occidentale; la Val Zemola, scrigno di tesori naturalistici, cascate, grotte, picchi dolomitici, diventato celebre in Italia grazie alle novelle dello scrittore ertano Mauro Corona; la Riva Destra del Tagliamento, che potrebbe diventare un brand turistico (ispirato alla celebre Rive Gauce della Senna a Parigi, famoso ritrovo di artisti). Lungo questa direttrice si sviluppa un teorema di parrocchie e piccole pievi, da Gleris di San Vito a Pinzano, affrescate dai pittori della scuola tolmezzina, da Giovanni Antonio da Pordenone e dai suoi allievi.










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